C’è un momento, ogni ottobre, in cui la Sila smette di essere solo verde. Succede in pochi giorni: i faggi si accendono di giallo e ruggine, l’aria si fa tagliente al mattino, e l’altopiano che conosco a memoria diventa quasi irriconoscibile.
È il foliage, ed è il motivo per cui ottobre, per me, è il mese più atteso dell’anno.
Il foliage nel Parco Nazionale della Sila si vede generalmente da fine settembre a metà novembre, con il picco dei colori più intensi tra la seconda metà di ottobre e i primi di novembre. I punti migliori: Monte Curcio, il Lago Arvo e Lorica, i sentieri intorno a Camigliatello Silano e la Valle del Tacina.
Se cerchi una panoramica su tutta la Calabria, con anche Pollino e Aspromonte, parti dalla guida completa: Foliage in Calabria: dove e quando vederlo.

Il foliage nel Parco Nazionale della Sila
Non è sempre stato così immediato per me riconoscere il momento giusto. Ho vissuto il mio primo foliage in Sila in una giornata nuvolosa e piovosa, con colori e sfumature quasi sbiadite, ne ho parlato in Foliage in Sila tra stupore ed emozione.
A metà novembre, quando sono tornata per una nuova esperienza, il foliage già non c’era più: il volto della Sila cambia in fretta, e diventa un susseguirsi di alberi spogli su un tappeto di foglie.
L’anno dopo, sul finire dell’estate ho deciso che il foliage dovevo viverlo pienamente. A fine agosto chiesi quale fosse il periodo migliore, o almeno quando iniziasse la prima fase, per non perdermi le sfumature lievi di inizio autunno.
La Guida AIGAE Antonello Martino mi disse: “Se vuoi goderti il foliage non c’è una data precisa, devi viverlo per bene per tutto il suo periodo, dai suoi primi colori tenui fino alla loro esplosione.”

Un evento annuale che si ripete anno dopo anno, a cui non riesco a mancare: quattro domeniche, quattro escursioni di trekking organizzate da Cammina Sila, quattro paesaggi diversi nel cuore del Parco Nazionale della Sila, mille sfumature dei colori caldi autunnali e più di duemila foto portate a casa.

Foliage in Sila: quattro domeniche, quattro colori diversi
Un dettaglio che voglio chiarire subito. Queste non sono escursioni impegnative riservate a chi pratica trekking regolarmente.
Questi percorsi per ammirare il foliage sono percorsi di livello turistico, pensati per essere goduti da chiunque abbia una base fisica normale, famiglie con bambini comprese, con qualche accortezza in più sui tempi di percorrenza.
1. Monte Curcio: la Sila nel suo primo abito autunnale
Per la nostra prima uscita, Monte Curcio è il luogo ideale per vedere la Sila nel suo primo abito autunnale: è alle altitudini più alte che il foliage si manifesta per primo.
Il foliage mi dà il benvenuto in una fredda giornata di ottobre sotto un cielo limpido.
Costeggiamo la Fiumarella Curcio nel sottobosco prima di raggiungere la quota più alta. Da qui, a 1.788 metri, si vedono alcuni monti del Massiccio del Pollino (Serra del Prete, Pollino, Serra Dolcedorme) e, in certe giornate, persino il Mar Tirreno, l’Etna e le Isole Eolie.
Dopo il rifugio di Monte Curcio, raggiungiamo i pianori di Macchia Sacra e Macchione: la stessa zona ricca di faggi dove, in primavera, andavo a caccia di violette, e che già immaginavo vestita dei colori del foliage.
Per approfondire: Primavera in Sila: gite fuori porta ed escursioni alla scoperta delle sue fioriture


2. Alta Valle del Tacina: tra faggi e storia dei “piciari”
La seconda escursione ci porta all’Alta Valle del Tacina, nell’area della Sila Piccola, la più vicina a casa mia, zona dove i faggi dominano il paesaggio.
In questa vallata, la più estesa del Sud Italia, ho trovato tutto quello che cercavo: fiumiciattoli da attraversare, un foliage sempre più intenso, un laghetto, viste panoramiche mozzafiato e, per la mia felicità, tantissime mucche da fotografare.

In passato, qui e in altre zone del Parco, c’era un’intensa attività di estrazione della pece dai pini.
Il “piciaro” era la persona che si occupava di quest’attività, incidendo i pini per raccoglierne la resina, ed è da questa figura che prendono nome i ruderi, la valle e la cascata della zona.


3. Pietra dell’Altare: l’esplosione di colori
Se le prime due domeniche sono state di avvicinamento, la terza uscita è quella che mi ha colpita di più. È questo il foliage che sognavo: un’esplosione di colori, la loro vivacità, il fruscio delle foglie che cadono a terra. Ogni giorno la Sila diventa più bella.
Conoscevo già questo sentiero dall’anno precedente, ma con colori decisamente più spenti.
E’ una domenica in cui si narra della leggenda legata alla “Petra de l’Atari, o Pietra dell’Altare”, chiamata così per la messa che fu celebrata durante una spedizione di cavalieri, di ritorno dalle Crociate in presenza di Carlo Magno, improvvisando un altare su una grossa pietra. La guida invece ci spiega che probabilmente le Messe venivano celebrate per i pascoli.

Di solito lascio un pezzo del mio cuore nei luoghi che mi avvolgono, e qui ho lasciato qualcosa che la pietra mi ha restituito. Secondo me è magica!


4. Marinella di Coppo
L’ultima domenica ci porta a Marinella di Coppo, nei pressi di Lorica, ed è qui che il foliage silano regala forse la sua versione più intensa.
La faggeta si è ormai completamente vestita d’autunno: il sottobosco è un tappeto dorato che scricchiola a ogni passo, e la luce che filtra tra i rami spogli accende ancora di più le foglie rimaste, in un contrasto che a Monte Curcio, settimane prima, non avevamo ancora visto.
È il punto in cui il foliage silano si mostra nel suo momento più maturo, prima che l’inverno spogli tutto.
Se dovessi consigliare una sola tappa a chi ha tempo per una sola escursione dopo la metà di ottobre, sceglierei proprio questa: la faggeta di Marinella di Coppo, con il Lago Arvo poco distante, racchiude in un unico luogo tutto quello che rende speciale il foliage in Sila.


In collaborazione con Cammina Sila
Post aggiornato al 22 Settembre 2026 da Maria Rita

15 commenti
Pure io voglio tornare sulla Sila! Ci sono stata da bambina, non ricordo nulla 🙁
Io sono sempre qui ad aspettarti :*
Quanto oro su quegli alberi! Una meraviglia!
Mamma mia che spettacolo. Ho scoperto le meraviglie della Sila grazie a te e queste immagini mi hanno fatto sognare.
Detto da è un vero complimento! Quando vorrai sarò lieta di accompagnarti personalmente per fartela conoscere.
Wow, che colori!
I miei preferiti in assoluto
Che meraviglia queste foto e che fortuna poter sfruttare tutte le domeniche di ottobre per ammirare la natura che cambia.
Sono appassionata di trekking e leggendo il tuo articolo mi hai messo una gran voglia di salire su un aereo e conoscere queste tue zone che sembrano essere meravigliose. Per non parlare poi della foto con i prodotti tipici 😉
Non so cosa mi ispira di più, se i meravigliosi colori degli alberi o la degustazione di prodotti tipici! Scherzi a parte, è veramente un luogo incantevole!
Mai stata in Sila…dovrò rimediare perché questi colori sono davvero meravigliosi!
Bellissimo questo parco!!!Una natura che incanta! Lo segno tra le prossime mete!
Mi piace tantissimo il tuo Blog! Nei prossimi giorni me lo leggerò tutto e prenderò qualche spunto! Non sono mai stata in Calabria ma quest’estate ho intenzione di fare un On The Road tra Basilicata, Puglia e Calabria quindi mi sarà molto utile!
Meraviglioso questo parco e quanti stupendi itinerari . Da provare per me che sono amante del trekking
Sono stata in Sila da piccola e non ricordo quasi nulla. Ci devo assolutamente tornare, magari in autunno per ammirare il foliage.