Home PugliaBosco di Sant’Antuono a Mottola tra natura e biodiversità

Bosco di Sant’Antuono a Mottola tra natura e biodiversità

by Maria Rita

Quando penso alla Terra delle Gravine, penso soprattutto alla roccia, alle profonde gole che attraversano il territorio, ai villaggi rupestri e alle chiese scavate nella pietra.

Durante il mio viaggio alla scoperta di questo angolo di Puglia, però, ho scoperto che il territorio di Mottola ha anche un’altra anima: quella dei boschi, della vegetazione mediterranea e dei paesaggi rurali.

È così che sono arrivata al Bosco di Sant’Antuono, sul versante di Mottola in direzione di Noci e Alberobello.

L’ho visitato in autunno, una stagione che regala al bosco colori e atmosfere completamente diverse da quelle che si possono trovare durante i mesi più caldi. Ed è proprio qui che ho scoperto un altro volto della Terra delle Gravine, fatto di natura e biodiversità.

Bosco Sant'Antuono Mottola

Cosa vedere nel Bosco di Sant’Antuono

La varietà della vegetazione

Uno degli aspetti più interessanti del bosco è la sua ricchezza botanica. Qui crescono fragni, roverelle, lecci e pini d’Aleppo, insieme a numerose specie della macchia mediterranea, tra cui lentisco, corbezzolo, mirto e rosmarino.

Questa varietà rende la passeggiata interessante anche per chi ama osservare la natura senza essere un esperto. Il paesaggio cambia gradualmente e racconta il passaggio tra ambienti più umidi e zone in cui prevalgono specie adattate a condizioni più asciutte.

Bosco Sant'Antuono vegetazione

La Gravina di Corneto

Tra gli elementi più caratteristici del territorio c’è la Gravina di Corneto, una formazione naturale modellata dall’azione dell’acqua e circondata da una vegetazione particolarmente suggestiva.

I versanti ospitano una fitta lecceta e specie che contribuiscono alla biodiversità dell’area. È un luogo che aiuta a comprendere quanto il paesaggio delle Murge sia più vario di quanto si possa immaginare osservandolo soltanto da lontano.

Prima di intraprendere eventuali tratti che scendono verso la gravina, è importante verificare le condizioni del terreno e l’effettiva percorribilità degli accessi.

La cisterna e la lamia in pietra

Il Bosco di Sant’Antuono custodisce anche tracce della vita di un tempo. Nei pressi di un tratturo che conduce verso la Gravina di Corneto si trova una grande cisterna per la raccolta dell’acqua piovana.

A poca distanza sorge una costruzione tradizionale in pietra calcarea, conosciuta come lamia. Realizzata nel 1848 e ampliata nel 1934, è legata alla storia rurale del territorio e agli utilizzi che nel tempo hanno caratterizzato questi luoghi.

Sono dettagli che aggiungono un’altra dimensione alla visita: qui non si incontra soltanto la natura, ma anche la memoria di chi ha abitato e attraversato queste terre.

Bosco Sant'Antuono Mottola
Cisterna per la raccolta delle acque piovane

Il Bosco di Sant’Antuono in autunno

L’autunno è una stagione che amo particolarmente per visitare la Puglia. Non solo il mare, ma anche andare alla scoperta dei boschi perché il paesaggio cambia lentamente e invita a osservare con maggiore attenzione quello che normalmente attraversiamo senza soffermarci.

Nel Bosco di Sant’Antuono l’autunno è anche legato alla ricerca dei funghi, che rende quest’area particolarmente interessante per gli appassionati di micologia.

Camminare nel bosco in questa stagione significa quindi prestare attenzione al sottobosco, alle foglie, agli alberi e a quei piccoli dettagli che durante una passeggiata estiva possono passare inosservati.

Non è necessario essere esperti di funghi per apprezzare il paesaggio: il bello sta anche semplicemente nel camminare e lasciarsi accompagnare dai colori e dai profumi dell’autunno.

Bosco Sant'Antuono Funghi

Un’altra faccia della Terra delle Gravine

Dopo aver visto la Gravina di Petruscio, con le sue abitazioni e le testimonianze della civiltà rupestre, entrare nel Bosco di Sant’Antuono è quasi come cambiare completamente paesaggio.

La roccia lascia spazio al verde e il silenzio del bosco sostituisce quello particolare delle gravine.

Eppure siamo sempre nello stesso territorio.

È proprio questo uno degli aspetti che mi ha colpito maggiormente durante il viaggio nella Terra delle Gravine: la varietà di ambienti che si possono incontrare anche a breve distanza.

Qui la natura non è soltanto lo sfondo di un itinerario, ma diventa parte integrante della storia e dell’identità del territorio.

Bosco Sant'Antuono autunno

Sant’Antuono: il bosco delle lucciole

Se in autunno il Bosco di Sant’Antuono richiama l’attenzione degli appassionati di micologia, durante l’estate il bosco offre un’esperienza completamente diversa.

Il Bosco di Sant’Antuono è infatti conosciuto anche per la presenza delle lucciole, che nelle sere estive possono trasformare il bosco in un piccolo teatro naturale.

Quando arriva il buio, le loro luci intermittenti si accendono tra la vegetazione creando un’atmosfera suggestiva e particolare.

Tra le specie si possono ammirare la Luciola Lusitanica, che emette una luce intermittente durante il volo, e la Lampyris Noctiluca, che non può volare e solo la femmina emette luce continua. 

È un’esperienza molto diversa da quella che ho vissuto durante la mia visita autunnale, ma racconta bene quanto possa cambiare il bosco nel corso dell’anno.

Limitazioni

Durante il periodo delle lucciole, il Bosco Sant’Antuono ha un accesso limitato. Per saperne di più su prenotazioni e Tour guidati e avere maggiori informazioni sulle direttive annuali comunali contatta direttamente l’Infopoint di Mottola.

Cosa vedere vicino al Bosco di Sant’Antuono a Mottola

Se arrivi a Mottola per visitare il Bosco di Sant’Antuono, vale la pena dedicare del tempo anche alle altre attrazioni del territorio.

Il centro storico medievale di Mottola, la Schiavonìa, domina il paesaggio dalla sua posizione elevata e conserva importanti testimonianze della storia del paese.

Ma sono soprattutto le chiese rupestri a raccontare la particolare storia di questo territorio.

Santa Margherita, Sant’Angelo, San Gregorio e San Nicola sono alcune delle testimonianze della civiltà rupestre che caratterizza la Terra delle Gravine.

A poca distanza si trova poi il Villaggio rupestre di Petruscio, uno dei luoghi che mi hanno permesso di comprendere meglio cosa siano realmente le gravine e come queste gole abbiano rappresentato per secoli un ambiente favorevole all’insediamento umano.

Il Bosco di Sant’Antuono può quindi essere inserito facilmente all’interno di un itinerario più ampio dedicato alla scoperta di Mottola.

Bosco Sant'Antuono Mottola Puglia

Dove si trova il Bosco di Sant’Antuono

Il Bosco di Sant’Antuono si trova nel territorio di Mottola, in provincia di Taranto, all’interno dell’area della Terra delle Gravine.

Mottola occupa una posizione particolarmente interessante per chi vuole esplorare questo territorio pugliese. Nel giro di pochi chilometri si passa infatti dalle gravine e dagli insediamenti rupestri ai paesaggi agricoli, alle masserie e alle aree boscate.

Se hai letto il mio articolo sulla Terra delle Gravine in Puglia, avrai già incontrato Mottola e alcune delle sue testimonianze più importanti, come le chiese rupestri e il villaggio rupestre di Petruscio.

Il Bosco di Sant’Antuono aggiunge a questo itinerario una componente completamente diversa: quella della natura.

Quando visitare il Bosco di Sant’Antuono

Il bello del Bosco di Sant’Antuono è che ogni stagione può offrire una prospettiva diversa.

In primavera, la vegetazione torna a essere protagonista e il bosco si riempie di nuovi colori.

In estate, le serate possono regalare lo spettacolo delle lucciole, una delle esperienze più suggestive legate a questo luogo.

In autunno, invece, il bosco diventa particolarmente interessante per chi ama osservare i cambiamenti della vegetazione e per gli appassionati di funghi e micologia.

L’inverno restituisce infine un paesaggio più essenziale, nel quale si possono apprezzare maggiormente le forme degli alberi e la struttura del bosco.

Prima di organizzare una visita è comunque sempre opportuno verificare le condizioni di accessibilità dell’area e le eventuali indicazioni locali.

Bosco Sant'Antuono sentieri

Un bosco da scoprire lentamente

Il Bosco di Sant’Antuono a Mottola non è probabilmente tra i primi luoghi che vengono in mente quando si pensa alla Puglia.

Non ci sono il mare del Salento, i trulli della Valle d’Itria o i grandi centri storici che attirano ogni anno migliaia di visitatori.

C’è però qualcosa di altrettanto interessante: la possibilità di scoprire un territorio con maggiore lentezza.

Durante la mia visita autunnale ho trovato proprio questo.

Un luogo in cui camminare, osservare il paesaggio e lasciarsi sorprendere da una Puglia diversa, quella dell’entroterra tarantino e della Terra delle Gravine.

Una Puglia fatta di pietra e boschi, gravine e masserie, chiese rupestri e paesaggi rurali.

E in estate, quando arriva il buio, anche di piccole luci che si accendono tra gli alberi.

Il Bosco di Sant’Antuono è uno di quei luoghi che vale la pena scoprire senza fretta, lasciando che sia la stagione a raccontarne ogni volta un volto diverso.

Informazioni utili

Dove: Mottola, provincia di Taranto, Puglia
Area: Terra delle Gravine
Esperienze: natura, passeggiate, osservazione del paesaggio, micologia e osservazione delle lucciole nel periodo estivo
Periodo: tutto l’anno, con caratteristiche diverse a seconda della stagione

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Post aggiornato al 12 Ottobre 2026 da Maria Rita

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