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Parco archeologico di Manduria: un viaggio nella storia dei Messapi

by Maria Rita

Tra le cose da vedere a Manduria, oltre al centro storico e alle spiagge, il Parco Archeologico delle mura messapiche è una chicca imperdibile per ammirare il Fonte Pliniano e passeggiare e toccare con mano le mura megalitiche.

Chi erano i Messapi?

Prima di scoprire cosa vedere nel Parco Archeologico di Manduria lascio qualche cenno storico su questa popolazione. I Messapi furono una delle prime popolazioni ad insediarsi nel Salento, ancor prima dei Greci e dei Romani.

I Messapi, provenienti dall’Illiria, erano definiti anche come il Popolo dei Due mari. Fondarono importanti città come Oria, Mesagne, Otranto, Roca Vecchia, Ugento, Manduria.

Dopo la conquista di Taranto nel 272 a.C. e la presa di Brindisi nel 267 a.C., i Romani conquistarono il Salento cancellando la civiltà messapica. Oggi si possono visitare vari musei archeologici nelle varie città di origine messapica.

Cosa vedere nel Parco Archeologico di Manduria

Il Fonte Pliniano

La visita al Parco archeologico inizia dal Fonte Pliniano, considerato il monumento simbolo della città di Manduria. La prima cosa che stupisce è il mandorlo che fuoriesce dal pozzo e considerato sacro dai Messapi.

Fonte Pliniano Mandorlo
Il Mandorlo è simbolo della città di Manduria

Il Fonte Pliniano è una sorgente d’acqua all’interno di una grotta naturale raggiungibile tranquillamente da una scala. Nell’opera Naturalis historia Plinio il Vecchio, a cui si deve il suo nome, la annovera tra le più importanti fonti del mondo allora conosciute. Al di sopra del fonte si può ammirare il lucernario, anch’esso di epoca messapica.

Fonte Pliniano
Fonte Pliniano

Le mura megalitiche

La passeggiata nel parco archeologico continua alla scoperta delle mura megalitiche messapiche. Sono state erette tra il V e il III secolo a.C. che oggi sono ancora ben visibili e conservate e la loro lunghezza è di circa 3 chilometri.

Mura messapiche Manduria

La necropoli messapica

La necropoli messapica e le sue 1200 tombe a fossa furono riportate alla luce con gli scavi condotti da Nevio Grossi tra il 1955 e il 1960.

Ne esistono di vari tipi, anche familiari, e in alcune si possono vedere ancora i colori.

Parco archeologico Manduria Tombe
Necropoli messapica

Chiesa di San Pietro in Mandurino

Se come me amate scoprire le grotte rupestri e le piccole chiese bizantine è imperdibile la visita alla Chiesa di San Pietro Mandurino annessa al Parco Archeologico.

Secondo la leggenda, San Pietro naufragò sulla costa di San Pietro in Bevagna nel 44 d.C.. In onore del santo fu eretta a Manduria questa piccola chiesa su una camera sepolcrale del III secolo a.C.

La chiesa si struttura su due piani. Appena si entra si nota subito l’affresco di San Pietro e sulla sinistra Santa Rosalia.

Chiesa di San Pietro in Mandurino

Nel livello sottostante si possono ammirare degli affreschi che raffigurano alcuni santi eremiti tra cui Sant’Onofrio, Santa Maria Egiziaca, Santa Sofronia e Sant’Ilarione.

Chiesa di San Pietro in Mandurino Santa Sofronia
Chiesa di San Pietro in Mandurino Santa Sofronia

Informazioni sul Parco Archeologico

Orari di apertura

Il Parco Archeologico si trova in Piazza Scegnu – Manduria (TA) – +39 3381340466

  • Periodo invernale – dalle 9:00 alle 13:00
  • Periodo estivo – dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00

Tariffe

  • Intera area archeologica: € 10,00 (con visita guidata)
  • Fonte Pliniano: € 6,50 (con visita guidata)
  • Cappella San Pietro Mandurino: € 6,50 (con visita guidata)

Gli orari e le tariffe di ingresso potrebbero subire variazioni, verificate sempre le informazioni sul sito web

In collaborazione con la Cooperativa Spirito Salentino

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