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Cripta delle Mummie a Oria nella Puglia misteriosa

by Maria Rita

Se volete conoscere una Puglia ricca di mistero dovete visitare la Cripta delle Mummie a Oria, nell’Alto Salento.

La Cripta delle Mummie ha una storia affascinante che risale al 1484 a seguito della Battaglia di Otranto contro i turchi. All’interno della Cattedrale, da luogo di preghiera ha conservato per secoli i corpi di laici mummificati appartenenti alla Arciconfraternita della Morte.

Oratorio dell’Arciconfraternita della Morte

La compagnia militare istituita per vendicare i martiri di Otranto ha avuto tanti nomi: prima Crociati fede o morte, poi Compagnia del SS. Crocifisso e, in segno di stima e carità, Re Ferdinando IV di Napoli donò a questa congregazione uno statuto diventando Arciconfraternita della morte di Oria.

Nell’Oratorio dell’Arciconfraternita della Morte sono custodite le quattro statue in cartapesta leccese del 1800, il baldacchino del Cristo morto intarsiato del 1700 e la Madonna Addolorata che vengono portati a spalla durante i riti della Settimana Santa.

Cripta delle mummie Oria - Oratorio
Cripta delle mummie Oria – Oratorio dell’Arciconfraternita della Morte

La Madonna del Carmine è la protettrice dell’Arciconfraternita dal 1597 e nell’Oratorio ne è testimonianza una tela del 1697.

In questa stanza avvenivano le riunioni e le votazioni segrete con la scatola della ballotta a pugni chiusi. I due cassetti erano foderati in spugna per attutire la caduta dei legumi utilizzati, lupini o fave secche.

Cripta delle mummie - ballotta
Cripta delle mummie – ballotta utilizzata durante le votazioni

Cripta delle mummie di Oria

Il Vescovo Del Tufo fece scavare nella cripta sottostante alla Cattedrale 22 nicchie in cui riporre i corpi di chi avrebbe richiesto la mummificazione davanti alla commissione dei confratelli che dovevano essere almeno quaranta.

Il processo di mummificazione a Oria è più antico rispetto alle famose Catacombe di Palermo che hanno un maggior numero di mummie e la loro prima datazione risale al 1599.

Cripta delle mummie a Oria
Cripta delle mummie a Oria

Per i confratelli infatti essere mummificati era un onore e un prestigio in quanto potevano mantenere una visibilità terrena eterna. Molto spesso il privilegio di mummificazione si trasmetteva come un titolo nobiliare di generazione in generazione, da padre in figlio. Per non rompere la catena ereditaria, essendo riservato solo agli uomini, in caso di mancanza di un erede maschio subentrava la donna.

Dall’800 in poi la donna poteva richiedere di essere mummificata presentando il testamento solo se aveva trascorso una vita caritatevole e di beneficenza.

Cripta delle mummie a Oria
Cripta delle mummie a Oria

La mummificazione dei confratelli dell’Arciconfraternita della Morte inizia nel 1485. Si impara l’arte dello svisceramento del corpo. Il trattamento di mummificazione avveniva inserendo i corpi, riempiti di calce e sale disidratante, posti verticalmente all’interno delle botti di legno. Il corpo rimaneva nelle botti due tre anni in base all’età e al peso del defunto. Una volta estratti, i corpi venivano ripuliti con oli e unguenti, rivestiti con il saio nero, simbolo di appartenenza all’arciconfraternita, e posizionati nelle nicchie con le braccia incrociate sul petto.

La grande richiesta di essere sottoposti alla mummificazione comportava un ciclo di cambio dei corpi esposti. Le ossa dei precedenti venivano buttati negli ossari. La cripta era collegata alla Torre Palomba.

Nel 1806 Napoleone sancì con l’Editto di Saint Cloud il divieto di sepoltura nelle chiese e le imbalsamazioni. A Oria però il processo continua anche se in modo illegale fino al 1858, anno in cui fu mummificato l’ultimo confratello Michele Italiano.

Al di sopra dei corpi mummificati sono poggiati i 53 teschi dei confratelli predecessori. A causa di un’infiltrazione d’acqua dei 22 corpi ne sono rimasti soltanto 11. Su ogni mummia è esposta una targa con il nome e la data di morte del defunto.

Cripta delle mummie a Oria
Cripta delle mummie a Oria

Leggo anche: Oria, la Porta del Salento: cosa vedere tra natura, arte e fede

In collaborazione con la Regione Puglia, Città di Oria e la Cooperativa Spirito Salentino

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